Cinzia Marchisio

Cinzia Marchisio

Appassionata di viaggi da sempre, sostiene che viaggiare fa parte del proprio corredo genetico ed è un difetto che non puoi fare a meno di assecondare. Ha girato tutti i continenti in ogni modo possibile e negli ultimi anni predilige i viaggi in crociera, abbinati a soggiorni e tour. Ha all’attivo oltre 600 giorni di crociera e incalcolabili (solo perché non le ha mai contate) ore di volo. Tra le altre passioni, la lettura, le serie televisive USA e British, la storia, specie quella egizia e medioevale e il cibo come stile di vita, perchè il viaggio per essere completo va assaporato con tutti i sensi e bisogna assimilare gli usi e costumi locali per poterli comprendere.

Caraibi

Crociera ai caraibi: quando e dove andare

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Crociera ai Caraibi: quando e dove andare

Quando si parla di crociera ai Caraibi è inevitabile iniziare a fantasticare su bianche spiagge coralline e mari caldi e turchesi, però spesso non ci rendiamo conto della vastità della zona stessa e del fatto che i Caraibi comprendono ben 26 stati differenti e un numero elevatissimo di isole, circa 7000, che si suddividono in diversi arcipelaghi, i cui principali sono piccole e grandi Antille e Bahamas.

Iniziamo con lo sfatare un mito che ho spesso sentito: quando da noi è inverno, ai Caraibi non è estate, infatti le isole sono poste nel nostro stesso emisfero. Le temperature nel corso dell’anno non subiscono variazioni notevoli e questo consente un clima più che gradevole anche nei mesi centrali invernali.

Da fine dicembre a tutto febbraio troverete, nella zona centro sud dell’area caraibica, normalmente un clima caldo con temperature che sfiorano i 30 gradi, ma attenzione, questo non vale anche per la parte dei Caraibi che si affaccia a nord e si avvicina maggiormente agli USA: in località come Cuba, Nassau o Key West, troverete un clima temperato e gradevole, ma in questo periodo le temperature possono anche scendere e avvicinarsi a valori intorno ai 15-18 gradi, soprattutto in caso di ondate di gelo sulla costa statunitense. Un clima simile è pur sempre piacevole, ma chi va in queste isole con l’unico scopo di farsi un bagno in mare e si aspetta che la temperatura dell’acqua e quella esterna abbiamo valori estivi, deve rendersi conto che non sempre è così e quindi, se queste sono le esigenze prioritarie, deve prediligere un itinerario che tocchi maggiormente le isole a sud.

I mesi di alta stagione sono, in ogni caso, per questa zona, quelli che vanno da fine novembre a fine marzo e sono anche i mesi meno piovosi in assoluto.

A partire dalla primavera la temperatura aumenta, così come l’umidità e le precipitazioni, che di norma si presentano sotto forma di acquazzoni, con prevalenza nelle ore del tardo pomeriggio.

Basta guardare la vegetazione dei Caraibi, vedere le sue isole verdeggianti e le foreste pluviali e rendersi quindi conto che sono posti dove sicuramente piove spesso, o non ci sarebbe una vegetazione simile; il lato positivo è che se siete su un’isola, spesso piccola, ed è probabile che la perturbazione non sia estesa e che quindi su un versante dell’isola piova, mentre sull’altro ci sia un sole cocente: in questo caso la soluzione migliore, se volete andare in spiaggia, è chiedere ai locali, che meglio di tutti conoscono l’evoluzione del meteo nella propria zona.

Oramai tantissime compagnie effettuano crociere ai Caraibi ininterrottamente per tutto l’anno, anche in piena estate da giugno a fine agosto, quando il clima è più torrido, ma in compenso la stagione turistica non è alta e questo consente un risparmio per il consumatore.

Altro discorso, molto importante, è quello della stagione degli uragani, che ufficialmente parte da inizio settembre e termina a metà novembre., ma che negli ultimi anni abbiamo visto anche anticipare.

 

Anche qui non è matematico, né l’inizio e né tantomeno la possibilità che si verifichi e che succeda proprio sulla rotta che farete.

In questi mesi i prezzi delle crociere ai Caraibi si abbassano notevolmente ed è bassa stagione e quindi effettuare questa scelta, sempre che sia consapevole, può essere decisamente vantaggioso. Ma analizziamo cosa si rischia a partire in un periodo di pericolo uragani:

La maggior parte delle crociere dirette ai Caraibi partono dai porti di Miami e Fort Lauderdale e quindi il primo problema può sorgere con il volo: in casi estremi, è successo pochi anni anni fa, gli aeroporti internazionali vicini a questi scali vengono chiusi per più giorni e se avete prenotato un volo in autonomia e si verifica un simile disastro, rischiate di perdere la nave anche se magari avevate preventivato una o due notti di anticipo. La soluzione è stipulare una buona polizza assicurativa che vi protegga anche da un simile rischio, quelle standard non lo prevedono, oppure scegliere un volo abbinato alla crociera; in questo modo pagherete un prezzo più alto, ma avrete perlomeno la garanzia di essere rimborsati o riprotetti.

Le navi da crociera, normalmente evitano la rotta degli uragani, che le mappe meteorologiche tracciano, e quindi non correrete il rischio di trovarvi nell’occhio del ciclone, ma potreste trovare mare particolarmente mosso.

 

In caso di un evento simile è possibile che vengano cambiati gli scali e quindi dovete essere certi che non vi importi visitare una località rispetto ad un’altra e inoltre è anche possibile che lo scalo venga annullato a al suo posto inserito un giorno di sola navigazione.

In una situazione davvero disastrosa la vostra crociera potrebbe essere anche interrotta o cancellata, nel qual caso riceverete il rimborso proporzionale.

Infine nell’ipotesi che tutto fili liscio e non vediate neppure una nuvola in cielo, vi sarete goduti in pieno una vacanza stupenda e l’avrete pagata a un prezzo decisamente inferiore.

In conclusione, la crociera ai Caraibi è, secondo me, uno degli itinerari più belli e può piacere anche a chi non ama in particolare questo genere di viaggio. La maggioranza delle isole sono piccole e facili da girare e offrono più che altro paesaggi, natura, spiaggia e mare: con una crociera avrete la possibilità di visitarne un buon numero e di godervi una spiaggia differente ogni giorno.

 

 

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Viaggiare per mare, cielo e terra

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Viaggiare per mare, cielo e terra

Ho imparato ad amare i viaggi da bambina e di questo devo ringraziare mia madre: le prime storie che mi raccontava non erano Cenerentola, Biancaneve o simili, ma bensì storie di pirati, di paesi lontani, di un leggendario Marco Polo, che partito dalla più romantica città al mondo, arrivava in un affascinante e misterioso paese nel lontano oriente.

Viaggiare per mare, cielo e terra

I bambini sono come spugne, assorbono intensamente quello che viene loro offerto e poi lo metabolizzano con l’età, arricchendo questa iniziale linfa vitale con tutte le informazioni, emozioni ed esperienze che vanno a formare il loro bagaglio di vita.

La mia vita è iniziata con una grande valigia, che ho potuto riempire nel corso degli anni, ma l’essenziale è che, se non avessi avuto questo contenitore, probabilmente il tutto sarebbe stato sparso e magari col tempo dimenticato e accantonato.

I primi grandi viaggi li ho fatti con la fantasia, i regali che ricevevo, appena imparato a leggere, erano libri, fantastici e immaginari che raccontavano la storia e la vita di persone reali o meno, vissuta a chilometri e chilometri di distanza, il miei scrittori preferiti a 7 anni erano Jack London e Giulio Verne e già allora la mia fantasia volava sulla scia del giro del mondo.

Dalla fantasia alla realtà, se lo si desidera intensamente, il salto è breve e così c’è stato il primo volo, il primo viaggio all’estero e il tanto agognato passaporto con le pagine piene di timbri e visti.

Purtroppo la mia mamma mi ha abbandonata troppo presto nel viaggio della vita, ma la mia buona stella mi ha concesso di trovare un compagno che avesse i miei stessi interessi e passioni e con lui ho girato il mondo, tutti i continenti, ma ogni volta che aggiungo un tassello alla mia lista di luoghi visitati è come se scoprissi che mi mancano tante, troppe esperienze e luoghi non ancora visti e vissuti, come una specie di dipendenza che non si appaga mai, ma che ogni volta che viene alimentata cresce a dismisura.

In gioventù i viaggi erano essenzialmente di scoperta, una bramosia di visitare il più possibile, con ogni mezzo e senza badare troppo a sistemazione, veicoli o comodità; così facendo abbiamo accumulato ore e ore di volo, di cui ho perso il conto, alla ricerca del luogo più affascinante, per poi scoprire che non è mai quello che hai visitato, ma è il prossimo che hai in programma di vedere.

La vita ti concede tanto, ma nello stesso tempo ci sono momenti in cui sembra chiederti il conto di quello che hai avuto e dopo uno di questi momenti, alla ricerca di una serenità e di un rifugio che facesse dimenticare tutto, abbiamo scelto, dopo tanti viaggi via cielo e terra, di partire in crociera alla volta del Brasile.

In passato avevo sempre detto che la crociera non era sicuramente il mio genere di viaggio, che non ne avrei mai fatte, insomma tutti i pregiudizi che parecchie persone hanno su questo genere di viaggio, e invece è stato amore, per il navigare in mare, per i momenti trascorsi a guardare dove finisce l’acqua e dove inizia il cielo e per il fatto che mi sono resa conto che un viaggio simile ti permetteva di vedere tantissime destinazioni e di farlo in modo più rilassato.

Da allora la crociera non è stato il mio unico stile di viaggio, ma sicuramente uno dei preferiti e spesso lo abbino a un volo e soggiorno via terra prima o dopo l’imbarco.

Ho scelto di condividere questo spazio sul web con una cara amica, che ha molto in comune con me e con il mio modo di concepire i viaggi, e alla quale auguro di riempire non una, ma molteplici valigie di esperienze in giro per mondo.

Voglio semplicemente riportare qui i miei pensieri, quello che mi è rimasto impresso nella mente e nel cuore, perché per me scrivere di viaggi e crociere è come viaggiare, posso rivivere quello che è già stato o iniziare a sognare quello che sarà.

Il viaggio parte nel momento in cui lo organizzi e non finisce mai, perché puoi riviverlo all’infinito, tramite i ricordi fisici, digitali o mentali; il viaggio è un sogno e non devi necessariamente chiudere gli occhi perché inizi, anzi li devi tenere ben aperti e soprattutto devi sgomberare la tua mente da tutti i pregiudizi che hai accumulato, perché solo in questo modo potrai veramente vivere in toto questa esperienza e far sì che ti renda ricco e appagato.

Buon viaggio a tutti quelli che ci accompagneranno in questo angolino di web e che sogneranno con noi.

 

 

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