Curiosità

C’era una volta la crociera

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“Le crociere di adesso sono belle ma quelle di un tempo….”. Quante volte avete sentito o letto in qualche commento su Facebook questa frase? Sicuramente migliaia di volte!

Ma cosa avevano di bello le crociere di una volta? Prima di rispondere a questa domanda credo sia meglio dire due parole sulle origini delle Crociere prettamente turistiche.

Qual è stata la prima Nave da Crociera?

Innanzitutto bisogna dire che fino al diciannovesimo secolo l’utilizzo delle navi era esclusivamente dedicato al trasporto di merci o persone con il solo scopo di spostarsi da una nazione ad un’altra. In particolare si trattava di viaggi transoceanici anzi quasi esclusivamente transatlantici (da qui il nome che oggi viene riservato alle navi di grandi dimensioni). Verso la metà del ventesimo secolo, grazie alla costruzione di mezzi di trasporto alternativi e decisamente più veloci, iniziò il declino dei transatlantici e iniziò l’era delle Crociere. Infatti, alcune grosse navi dismesse dalle rotte Europa-America, vennero modificate per adattarsi alle crociere tropicali con l’aggiunta di piscine e solarium sui ponti più alti.

Le navi dedicate alle rotte inter-oceaniche rispondevano alle necessità di trasportare un moltitudine di passeggeri con svariate caratteristiche. Per questa ragione si decise la suddivisione in classi, rappresentanti storicamente le 3 classi sociali dell’epoca. I biglietti erano quindi suddivisi in: Turisti, viaggiatori professionali ed emigranti. Gli ultimi, costretti a viaggiare in condizioni estremamente precarie, erano stipati sottocoperta o in spazi ristretti senza possibilità di accesso alle zone più “nobili”. La velocità venne garantita dall’utilizzo di motori di grande potenza. Venne addirittura creato il Nastro Azzurro.  Con questo nome, veniva indicato il riconoscimento non ufficiale attribuito al transatlantico passeggeri che raggiungeva la velocità media più elevata durante l’attraversata dell’atlantico.

Per arrivare alle navi da crociera come le intendiamo adesso bisogna però aspettare qualche anno.

Ma qual è stata la prima nave da crociera?

Francesco I
Francesco I

Il 16 aprile 1833, tredici inglesi, dodici francesi, tre russi, tre spagnoli, due prussiani, due bavaresi, due olandesi, un ungherese, uno svizzero, uno svedese, un greco si imbarcarono sulla Francesco I, un piroscafo, con motore a vapore, e due grosse ruote laterali, in grado di coprire con estrema affidabilità una lunghissima tratta. Infatti il viaggio aveva come meta Costantinopoli, e fermate intermedie a Taormina, Catania, Siracusa, Malta, Corfù, Patrasso, Delfo, Zante, Atene, Smirne e poi il ritorno a Napoli. Per la prima volta i passeggeri intraprendevano un viaggio in nave con il solo scopo di visitare posti nuovi senza altre motivazioni. Per la prima volta si era pensato di proiettare una nave nel meraviglioso mondo del turismo. Un’idea che oggi sembra lapalissiana, ma a cui mai nessuno aveva pensato fino ad allora. La straordinaria trovata fu reclamizzata con ogni mezzo allora possibile, in particolare dandole rilievo grazie ad articoli di giornale e cartelloni pubblicitari. Si pensò anche, ennesimo primato, di piazzare pubblicità sulle fiancate dei treni. La campagna pubblicitaria fu lanciata in ogni Stato Europeo, e la prima “clientela”, selezionatissima, risultò essere di primo piano. Nobili, principi, e autorità rinomate del vecchio continente furono i primi ad imbarcarsi per un viaggio marittimo di puro piacere.

I viaggi d’andata e di ritorno durarono nel complesso tre mesi. Tre mesi nei quali non si ebbe proprio il tempo di annoiarsi, viste le gite organizzate nelle prestigiose località scelte per ormeggiare momentaneamente la Francesco I, e i tavolini da gioco sul ponte e tante altre feste a bordo con le quali si intrattenevano gli illustri ospiti, durante la traversata.

Dopo 112 giorni di crociera rientrò poi a Napoli a mezzogiorno del 9 agosto 1833.

Anche se dovranno passare ancora molti anni prima di parlare di turismo croceristico, possiamo dire senza tema di smentita che era nata l’era delle crociere!

Le prime crociere commerciali furono organizzate dalla HAPAG che nel 1891 iniziò un servizio periodico e regolare di viaggi in nave esplicitamente ricreativi.

Manifesto M/s Franca C
M/s Franca C
Manifesto M/s Franca C
M/s Franca C

In Italia la prima compagnia di navigazione a occuparsi di crociere fu la Costa Crociere negli anni ’50, quando iniziò il declino dei viaggi transatlantici in seguito all’introduzione degli aerei Jet.
Fu fondata nel 1854 a Genova da Giacomo Costa con la denominazione Giacomo Costa fu Andrea s.n.c., impresa che commerciava e trasportava dalla Sardegna alla Liguria, olio d’oliva e tessuti. Già alla fine del diciannovesimo secolo le sue navi raggiungono porti australiani, nei quali il consistente flusso di emigrati italiani genera la domanda di prodotti alimentari nazionali. Costa si specializza nell’acquisto dell’olio d’oliva grezzo nei paesi del Mediterraneo per esportarlo oltreoceano.
La prima nave costruita esclusivamente per l’esercizio croceristico/turistico fu la Franca Costa, acquistata nel 1953 da Mallory Line e poi rivenduta nel 1977. Da allora fu un susseguirsi ininterrotto di nuove navi sempre più grandi e dotate di servizi innovativi.

Costa Symphony
Costa Symphony

Altra compagnia italiana fondata negli anni ’20 del secolo scorso fu la Flotta Lauro.  Dagli anni ’50 le navi della flotta restarono nella storia della marina mercantile italiana: la Surriento, la Sidney & Roma, la Angelina Lauro, la Oceanos.
Nel 1964 entrò in servizio nella flotta il transatlantico Achille Lauro, poi utilizzato come nave da crociera. Il 2 dicembre 1994, a causa di un incendio durante la navigazione, l’Achille Lauro naufraga al largo della Somalia.

MSC Rapsody
MSC Rapsody

Nel 1995, in seguito all’accaduto, si opta per un rinnovamento totale della compagnia, trasformandola nell’attuale MSC Crociere. MSC inizia l’attività crocieristica con Symphony, Monterey e Rhapsody. Nel 1997 si aggiunge un’altra nave: Melody, la nave più grande e moderna della flotta fino al 2003.

 

 

Dopo questo breve escursus sulla storia delle crociere possiamo ritornare alla domanda iniziale: cosa avevano di meglio le crociere di una volta?

Io credo che rispondere a questa domanda sia una “mission impossible“. Nell’arco di circa 190 anni che ci separano da quella prima crociera i cambiamenti sono stati epocali. Le crociere erano riservate ad una elite di persone che si potevano permettere sia il costo molto elevato del biglietto sia tutto il necessario per il viaggio: in primis l’abbigliamento.
Per partire in crociera ci si doveva dotare di un guardaroba adatto a tutte le esigenze: dagli abiti sportivi agli smoking. Per non parlare poi delle “mise” delle signore che non potevano certo indossare due volte lo stesso abito! Ricordo che negli anni ’60 un cliente di mio padre si fece fare persino gli accappatoi in spugna per se e per la moglie con le iniziali ricamate! L’abbigliamento era quasi ad hoc per le circostanze, tanto che si potrebbe dire c’era quasi una moda “cruising style” che privilegiava per il giorno i toni bianco, bleu, ecrù e per la sera quasi esclusivamente abiti scuri.

Ovviamente il servizio a bordo era in linea con i costi. L’attenzione al cliente era ai massimi livelli e il personale impeccabile e pronto a esaudire ogni desiderio dei croceristi. Sulle navi la lingua ufficiale era l’italiano. Così pure era italiana la cucina, magari meno appariscente ma autentica e curatissima. Ovviamente mancava il confort tecnologico delle cabine attuali,la Tv interattiva, magari il frigo e la cassaforte, i balconi erano una vera rarità in dotazione solo ad alcune navi ma in compenso gli spazi in cabina erano meno ristretti.

Menu Pranzo di Commiato
Menu pranzo di commiato sulla motonave Sydney della flotta Lauro

I visitatori (parenti ed amici) potevano tranquillamente salire a bordo nei porti di scalo ed il rapporto con il comandante e gli ufficiali era molto più frequente ed in alcuni casi quasi confidenziale. Qualunque crocierista si sentiva al centro dell’attenzione in un rapporto veramente personalizzato.

Che cosa si faceva in crociera negli anni settanta?

Quanto alla vita di bordo ci si godeva le piscine che, seppure non dotate di coperture semoventi, non erano chiassose come capita di vedere sulle navi di oggi, la sera si ballava al suono di orchestrine che nei diversi saloni o sul ponte lido si specializzavano in musiche e ritmi diversi, quindi solo musica live e niente disco music.

Si giocava, specialmente roulette o chemin de fer, ma non si stava ore e ore davanti alle slot machines (che non c’erano) e soprattutto si socializzava con grande facilità agevolati dalle dimensioni più contenute della nave e da un ambiente più omogeneo per classe e nazionalità non certo eterogeneo come quello delle navi di oggi.
Certo non c’erano le grandi Samsara e le palestre attrezzatissime, non c’erano effetti speciali, immensi casinò sfolgoranti di luci, maxischermi ed ascensori rutilanti. Mancava anche lo staff degli animatori, perché la nave era ancora soprattutto una nave e non un grande villaggio turistico itinerante, ma l’allegria e l’animazione non mancavano, nascevano spontanee, ovviamente mare permettendo, perché, la tecnologia era ben lontana da quella odierna e gli stabilizzatori, anche se in uso fin dalla fine dell’800, di fronte a mare molto mosso potevano fare ben poco.

Tutte le sere, puntualmente alle ore 24,00, veniva servito il buffet di mezzanotte che proponeva ogni notte un tema diverso: Buffet dolce, Buffet salato, Buffet della Pizza, Buffet del Cioccolato e così via.

Ecco un esempio di BUFFET MAGNIFICO

Questo standard qualitativo è stato mantenuto fino ai primi anni di questo secolo.

A partire dalla fine del primo decennio le compagnie di crociera si sono orientate verso la massificazione del prodotto “crociera” con un abbassamento dei prezzi e un conseguente deterioramento dei servizi offerti. Anche le navi di nuova generazione tendono a offrire servizi tecnologicamente avanzati ad un numero sempre più alto di passeggeri. Siamo ben lontani dalle navi che ospitavano da 800 a 1200 persone: ora il taglio medio va da un minimo di 3000 fino a 6000 passeggeri.

Le compagnie mass market sono sempre più orientate a un mercato più ampio e si rivolgono ad un pubblico internazionale. L’equipaggio proviene principalmente dall’Asia e raramente parla italiano.
La cucina, anch’essa internazionalizzata, si mantiene su livelli medi offrendo comunque ampia scelta anche per esigenze particolari come intolleranze alimentari o filosofie di vita (vegetariani e vegani).

Vengono proposte serate a tema che si equivalgono tra le diverse compagnie. E’ facile ritrovare temi ricorrenti nelle diverse occasioni. Ad esempio la cerimonia del passaggio dell’equatore con il Re Nettuno che fa baciare un grosso pesce ai neofiti è comune a tutte le compagnie e si ripete sin dagli anni ’50 del secolo scorso. Se volete un esempio di questa “cerimonia” qui trovate un vecchio filmato che ho fatto più di vent’anni fa!

Fortunatamente il mercato offre anche compagnie di livello superiore il cui standard si avvicina molto a quello delle crociere del secolo scorso: servizio accuratissimo, attenzione al cliente, rapporto equipaggio/cliente mediamente di 1 a 2, spazi disponibili che consentono ad esempio di evitare code al buffet e di trovare sempre sdraio disponibili, cucina selezionata e animazione molto contenuta per garantire tranquillità ai passeggeri.

 

Vi lasciamo con il tipico Toga Party in voga nei primi anni duemila sulle crociere ai Caraibi

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Cinzia Marchisio
Cinzia Marchisio
Appassionata di viaggi da sempre, sostiene che viaggiare fa parte del proprio corredo genetico ed è un difetto che non puoi fare a meno di assecondare. Ha girato tutti i continenti in ogni modo possibile e negli ultimi anni predilige i viaggi in crociera, abbinati a soggiorni e tour. Ha all’attivo oltre 600 giorni di crociera e incalcolabili (solo perché non le ha mai contate) ore di volo. Tra le altre passioni, la lettura, le serie televisive USA e British, la storia, specie quella egizia e medioevale e il cibo come stile di vita, perchè il viaggio per essere completo va assaporato con tutti i sensi e bisogna assimilare gli usi e costumi locali per poterli comprendere.
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