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Le crociere e il fenomeno dell’overtourism

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism

Il termine inglese Overtourism è ormai normalmente utilizzato nella nostra lingua e può essere tradotto in maniera molto semplicistica come sovraffollamento da turisti.
Il significato è però molto più ampio e sta a indicare un problema correlato all’aumento del flusso turistico, composto non solo dal turismo di massa, che crea problematiche serie alla vita quotidiana degli abitanti dell’aera interessata.
Questo fenomeno può, in alcuni casi, causare un andamento negativo della curva di guadagni e benefici che il turismo stesso apporta e richiedere interventi atti a frenarlo.
L’overtourism è praticamente l’opposto del cosiddetto turismo sostenibile,  e non è un problema sorto solo negli ultimi anni, anche se ultimamente si è allargato e ha avuto una maggiore risonanza sui media.
A coniare questo termine è stato  Rafat Ali, CEO e fondatore di Skift, una società di analisi del settore viaggi, e il modello che ha analizzato per spiegarlo è stata l’Islanda.

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism

Questo fenomeno viene spesso collegato al flusso di turisti provenienti dalle navi da crociera che giornalmente sbarcano nei maggiori porti di scalo europei e mondiali.
L’impatto è stato avvertito in maniera netta soprattutto con l’aumentare della stazza e del numero di navi da crociera.
Inoltre il fatto che il mercato delle crociere sia ormai orientato prevalentemente sulla costruzione di mega-navi della portata di oltre 5000 passeggeri, fa sì che si renda necessario l’utilizzo di porti di scalo attrezzati e in grado di accoglierle e comporti un sovraffollamento di navi nello stesso porto.
Questo fenomeno è però spesso amplificato, in quanto analizzando le statistiche medie, il turismo da crociera apporta nella maggioranza di queste località una percentuale esigua del totale dei turisti.

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism

Il caso più eclatante è nindubbiamente quello di Venezia, il più dibattuto nel corso degli ultimi anni. La città lagunare si è guadagnata il titolo di capitale mondiale del turismo di massa, con un rapporto di ben 370 turisti all’anno per abitante nel centro storico e inoltre le grandi navi da crociera sono state additate come il maggior problema correlato al costante aumento di inquinamento e rischio ambientale.
Il caso del capoluogo veneto non è però isolato; sparse in tutto il mondo ci sono miriadi di porti di scalo con problemi simili.

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism

Barcellona nel 2017 ha vinto il titolo di porto europeo più inquinato, con una presenza di oltre 32 tonnellate di solfuri nelle sue acque, tanto che si sta progettando di ridurre il numero di accessi al porto per quanto concerne le grandi navi.

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism
Porto di Barcellona

Il secondo posto di porto europeo più inquinato è andato a Palma di Maiorca dove una petizione, firmata da oltre 11.000 residenti ha chiesto di limitare a una al giorno l’accesso delle navi da crociera.

Santorini, un’isola della superficie di poco più di 76 km quadrati ha una media di 10.000 turisti al giorno nei periodi di alta stagione, la maggior parte dei quali provengono dalle navi da crociera. Questo afflusso comporta un sovrautilizzo delle risorse idriche ed elettriche dell’isola e inoltre nel giro di 5 anni è raddoppiata la quantità di immondizia da smaltire.

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism

Dubrovnik, la perla dell’Adriatico, è rapidamente diventata negli ultimi anni una delle maggiori attrazioni turistiche del mediterraneo, tutto questo grazie, oltre alla sua indiscussa bellezza, al grande successo a livello mondiale di una serie televisiva, il Trono di Spade, che è stata ambientata e girata anche tra le sue mura.
Negli anni passati ci sono state giornate con presenza in loco di anche 10 navi.
E’ considerata patrimonio dell’UNESCO ed è stata presa di mira dall’organizzazione con la minaccia di venire eliminata dalla lista in quanto un centro storico di tali dimensioni non dovrebbe accogliere più di 8000 visitatori contemporaneamente.
Per questo motivo e per limitare altri possibili danni e disagi, la città nel prossimo futuro consentirà l’ingresso solo a 2 navi al giorno con un ulteriore limite di 5.000 croceristi.

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism

Un problema simile lo sta affrontando anche Kotor, in Montenegro, considerata ancora più a rischio della vicina Dubrovnik, in quanto il Montenegro non fa parte della UE e quindi non applica le leggi di salvaguardia imposte ai suoi membri.

Questo problema non è solo avvertito nei porti europei, ma si allarga a macchia d’olio in tutto il mondo, dai Caraibi all’Australia si avverte sempre di più la necessità di arginare questo fenomeno e di prendere dei provvedimenti atti a contenerlo.

Ma oltre alle limitazioni nel numero degli sbarchi effettivi e al controllo mirato del possibile inquinamento causato dalle navi da crociera, analizziamo come possiamo arginare questo trend negativo.
Noi come soggetti possiamo fare poco, ma se il poco lo moltiplichiamo per un numero davvero elevato di persone, si trasforma in un apporto notevole per la risoluzione del problema.
Innanzi tutto deve cambiare il nostro atteggiamento e aumentare il rispetto per i luoghi, le culture e tutto quello che ci circonda nelle tappe del nostro viaggio via mare.

Le crociere e il fenomeno dell'overtourism

Dobbiamo trasformarci in croceristi consapevoli e responsabili e il nostro impegno deve già iniziare prima della partenza con la ricerca di tutto quanto possiamo fare per trasformare la nostra esperienza in un interscambio culturale che apporti vantaggi a chi ci ospita e ci consenta di trarre il massimo da questa esperienza.
Così facendo, oltre a portarci a casa i soliti souvenir, ritorneremo sicuramente arricchiti da un bagaglio culturale e di esperienze raccolte nei vari scali della nostra crociera.

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Cinzia Marchisio
Cinzia Marchisio
Appassionata di viaggi da sempre, sostiene che viaggiare fa parte del proprio corredo genetico ed è un difetto che non puoi fare a meno di assecondare. Ha girato tutti i continenti in ogni modo possibile e negli ultimi anni predilige i viaggi in crociera, abbinati a soggiorni e tour. Ha all’attivo oltre 600 giorni di crociera e incalcolabili (solo perché non le ha mai contate) ore di volo. Tra le altre passioni, la lettura, le serie televisive USA e British, la storia, specie quella egizia e medioevale e il cibo come stile di vita, perchè il viaggio per essere completo va assaporato con tutti i sensi e bisogna assimilare gli usi e costumi locali per poterli comprendere.
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